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Luoghi di culto ed edifici religiosi

Tredici chiese, quasi sempre collegate ad un Convento, un Ospizio o ad un Monastero, sontuose e imponenti come le grandi fabbriche di San Cataldo - la prima cattedrale romanica di Puglia - e di San Domenico, oppure piccole, decentrate e significativamente proporzionate agli slarghi circostanti, alle piazzette; inserite nel fitto tessuto di case che si affacciano sui vicoli determinando così quel particolarissimo fenomeno detto della "caaba", che qui trova espressione nei termini "Vicinìo", "Convicinìo", "Vicinanza".


E' ancora facile leggere, nella realtà dell'edilizia sacra di oggi, il riflesso dei secoli passati, quando Taranto -che fino all'Unità d'Italia è tutta arroccata sulla città vecchia - era "un'isola divisa fra due acque: quella salata dei suoi mari e quella santa delle chiese e dei conventi che da soli occupavano una metà della cubatura complessiva della città per una popolazione di sacerdoti, frati e suore che era in percentuale notevolmente inferiore" 1.


Edilizia simbolo di "una comunità che ha riconosciuto alla Chiesa, e sino ad età recentissima, il diritto di rappresentarla nella continuità della storia, così come non sempre hanno potuto lo Stato e le sue istituzioni" 2.

 

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1.  N. Bino, Sui mari d'argento, Taranto, 1990.

2.  P. Massafra, L'edilizia sacra, in AA.VV. Città Vecchia espone, Taranto, 1988.